Terzo anno insieme a Giuseppe "Beppe" Mataluna

30-08-2026 14:20 -

Anche per questa stagione, la direzione tecnica e la guida del settore giovanile saranno affidate a Giuseppe Mataluna — ma per tutti noi, semplicemente Coach Beppe!
In questi tre anni insieme, Beppe ha dimostrato una dedizione incrollabile, facendo crescere le nostre atlete non solo dal punto di vista tecnico e tattico, ma trasmettendo loro i veri valori dello sport.

Sentiamo cosa ha da dirci

-Qual è il cambiamento più grande che hai visto nelle ragazze da quando sei arrivato e su cosa punterete di più in questa stagione?
Il cambiamento più grande che ho visto nelle ragazze, e che rappresenta l’impronta che ho voluto dare fin dall’inizio, è la crescita nell’autodeterminazione e nell’autoconsapevolezza.
Ovviamente con livelli diversi in base all’età: per le più giovani significa iniziare a organizzare gli impegni scolastici con quelli sportivi; per le più grandi vuol dire assumersi piccole responsabilità quotidiane che sono alla base della formazione dell’atleta del futuro.
In questa stagione continueremo su questa strada. I risultati, hanno già dato entusiasmo e "benzina" per i passi dopo.

-Se dovessi descrivere in sole tre parole l'impronta che vuoi dare alle squadre giovanili di questa società, quali sceglieresti e perché?
• l’autoconsapevolezza permette di riconoscere limiti e punti di forza,
• l’autoesigenza spinge a superarli con disciplina,
• l’autodeterminazione fornisce la motivazione intrinseca per scegliere ogni giorno di allenarsi con impegno.
Se poi allarghiamo lo sguardo oltre lo sport, queste tre caratteristiche sono alla base della crescita personale di qualsiasi individuo. È il motivo per cui amo utilizzare il canale ludico‑sportivo per trasmettere valori utili nella vita di tutti i giorni: lo sport come palestra di vita.

Mi gioco il bonus e aggiungo due concetti:
• percorso: ogni ragazza deve trovare il proprio modo di vivere la palestra come spazio di crescita e divertimento;
• antifragilità: termine che preferisco rispetto a “resilienza”, perché implica sempre un atteggiamento attivo e non solo la capacità di resistere.

Buon lavoro, Coach!



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Fonte: Addetto Stampa